{"id":12269,"date":"2023-08-23T13:13:24","date_gmt":"2023-08-23T11:13:24","guid":{"rendered":"https:\/\/bymuseet.dev.kodeks.no\/?page_id=12269"},"modified":"2024-01-23T13:38:27","modified_gmt":"2024-01-23T12:38:27","slug":"guida-a-hakonshallen","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/guida-a-hakonshallen\/","title":{"rendered":"Guida a H\u00e5konshallen"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La storia di H\u00e5konshallen in breve<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1247, quando H\u00e5kon H\u00e5konsson fu incoronato, la celebrazione ebbe luogo in un grande naust (deposito per imbarcazioni), probabilmente non degno di un re. Tra il 1247 e il 1261,&nbsp;il sovrano&nbsp;fece costruire la H\u00e5konshallen. Nel 1261, Magnus Lagab\u00f8te&nbsp;(il Legislatore)&nbsp;e la principessa danese Ingeborg poterono celebrare il loro matrimonio e la cerimonia di incoronazione nel&nbsp;salone&nbsp;in&nbsp;pietra, come descritto nella saga di H\u00e5kon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maestosa sala fu utilizzata come salone&nbsp;delle feste e di rappresentanza per eventi importanti. L&#8217;ingresso principale originale&nbsp;della sala era&nbsp;costituito dal&nbsp;portale&nbsp;in alto&nbsp;sulla parete&nbsp;di testa meridionale che&nbsp;conduce direttamente al&nbsp;salone&nbsp;delle feste al&nbsp;secondo&nbsp;piano. Probabilmente c&#8217;era un sistema di scale esterne e ballatoi in legno che consentiva l&#8217;accesso al portale dall&#8217;esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, nel Medioevo&nbsp;ebbero luogo&nbsp;altri due matrimoni&nbsp;reali. Eirik Magnusson si spos\u00f2 nel 1281 con la scozzese Margrete Aleksandersdatter e di nuovo nel 1293 con la scozzese Isabella Bruce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XVII secolo, la sala rimase senza tetto per un lungo periodo e furono allestiti&nbsp;piccoli&nbsp;ricoveri&nbsp;per i soldati che si trovavano nella fortezza. Intorno al 1680, la sala fu adibita a magazzino militare. Fu questa funzione&nbsp;a salvarla.&nbsp;Venne&nbsp;costruito un nuovo tetto, inizialmente a&nbsp;padiglione&nbsp;e successivamente a capanna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XIX secolo, la sala fu riscoperta da Lyder Sagen e J.C. Dahl e fu progressivamente riportata al suo aspetto medievale negli anni&nbsp;attorno al&nbsp;1880. Dal 1910 al 1916, l&#8217;interno&nbsp;venne&nbsp;riccamente&nbsp;decorato dall&#8217;artista Gerhard Munthe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l&#8217;esplosione del 1944, in cui il tetto croll\u00f2 e tutto l&#8217;interno and\u00f2 a fuoco, la sala fu ripristinata.&nbsp;L\u2019intervento fu&nbsp;completato&nbsp;nel 1961 e tutti gli arredi e le strutture in legno&nbsp;oggi&nbsp;presenti nella sala sono il risultato di questo lavoro. La struttura del tetto \u00e8 tipica del Medioevo,&nbsp;e riprende la capriata&nbsp;in legno della chiesa di V\u00e6rnes nel Nord-Tr\u00f8ndelag.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le finestre e le arcate cieche&nbsp;della parete settentrionale, che&nbsp;sottolineano&nbsp;il trono reale, sono state ricostruite&nbsp;basandosi su tracce&nbsp;archeologiche, mentre per&nbsp;quanto riguarda&nbsp;le finestre&nbsp;della parete occidentale, la&nbsp;correttezza della&nbsp;ricostruzione \u00e8&nbsp;certa.&nbsp;Il vecchio muro si erge in gran parte fino a poco sotto il bordo superiore delle pareti&nbsp;pi\u00f9&nbsp;lunghe. Tuttavia,&nbsp;le pareti di testa&nbsp;dovettero essere ricostruite, poich\u00e9 la sala, quando era utilizzata come magazzino,&nbsp;aveva un tetto a padiglione.&nbsp;Le facciate di testa&nbsp;a&nbsp;gradoni&nbsp;sono state ricostruitefacendo riferimento alla&nbsp;pi\u00f9 antica immagine di Bergen&nbsp;pervenutaci,&nbsp;il&nbsp;Scholeusstikket, risalente agli anni attorno al&nbsp;1580.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la sua superficie di 37 x 16,4 metri e i suoi tre piani, la H\u00e5konshallen \u00e8 il pi\u00f9 grande&nbsp;edificio&nbsp;medioevale non di culto&nbsp;ancora in piedi in Norvegia. \u00c8 costruito&nbsp;in&nbsp;pietra&nbsp;proveniente da una cava&nbsp;locale,&nbsp;mentre&nbsp;angoli, portali e cornici delle finestre&nbsp;sono&nbsp;in&nbsp;steatite. \u00c8 probabile che&nbsp;ci si sia ispirati alle sale&nbsp;gotiche&nbsp;inglesi in pietra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la sala viene nuovamente utilizzata come salone&nbsp;delle feste per occasioni&nbsp;importanti&nbsp;e viene spesso impiegata per concerti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Breve storia della cantina e del piano intermedio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Medioevo, la cantina era utilizzata come magazzino.&nbsp;Qui&nbsp;si pu\u00f2 vedere che la roccia affiora dal pavimento.&nbsp;Il&nbsp;pavimento&nbsp;era&nbsp;in terra battuta e l&#8217;unica fonte di luce erano le piccole aperture che si possono&nbsp;osservare&nbsp;sulla parete lunga. Nella stanza a nord, c&#8217;\u00e8 anche un pozzo originale al centro della parete corta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Medioevo la cantina ed&nbsp;il piano&nbsp;di mezzo&nbsp;erano completamente separati. Se ci si trova nella stanza centrale e si guarda verso l&#8217;alto&nbsp;della&nbsp;parete, \u00e8&nbsp;possibile vedere&nbsp;della pietra steatite&nbsp;grigia&nbsp;che sporge.&nbsp;Su queste poggiava&nbsp;il tetto originale, con travatura sorretta dai&nbsp;pilastri di steatite&nbsp;al centro della stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1266, la sala fu colpita da un&nbsp;grande&nbsp;incendio.&nbsp;Successivamente a questo,&nbsp;inizi\u00f2&nbsp;la costruzione&nbsp;della magnifica copertura a volta in pietra,&nbsp;che doveva fungere da&nbsp;protezione contro&nbsp;la propagazione degli incendi tra&nbsp;i piani. Date un&#8217;occhiata al soffitto e godetevi la vista dell&#8217;eccezionale&nbsp;opera&nbsp;eseguita&nbsp;all&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la nuova volta, l&#8217;altezza del soffitto del piano&nbsp;di mezzo&nbsp;venne&nbsp;ridotta, cosicch\u00e9&nbsp;&nbsp;il pavimento&nbsp;venneleggermente&nbsp;abbassato. Se guardate la parete poco sotto la pietra&nbsp;grigia&nbsp;di&nbsp;steatite&nbsp;che sorreggeva il tetto originale, potrete vedere alcune sporgenze bianche. Questa&nbsp;divenne&nbsp;la base del&nbsp;nuovo pavimento. Poich\u00e9 la cantina era&nbsp;usata come&nbsp;magazzino, l&#8217;altezza&nbsp;sotto il soffitto non aveva molta importanza, mentre il piano&nbsp;di mezzo, utilizzato come spazio&nbsp;abitativo&nbsp;e di lavoro,&nbsp;necessitava&nbsp;di&nbsp;un\u2019altezza maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le belle nicchie&nbsp;delle finestre al piano intermedio furono probabilmente utilizzate&nbsp;come&nbsp;luoghi in cui lavoraresfruttando&nbsp;la luce&nbsp;naturale. H\u00e5kon H\u00e5konsson, tra le altre cose,&nbsp;si interessava&nbsp;alla traduzione della letteratura cortese, mentre suo figlio, Magnus Lagab\u00f8te&nbsp;(il Legislatore), lavor\u00f2 molto&nbsp;alla stesura delle&nbsp;leggi.&nbsp;Fu autore, tra le altre cose,&nbsp;della Legge Nazionale del 1274 e della Legge Cittadina del 1276.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal XVI secolo, quando Bergenhus era sotto l&#8217;amministrazione danese,&nbsp;il salone&nbsp;fu gradualmente trasformato&nbsp;in magazzino.&nbsp;Mille&nbsp;barili di grano e cannoni sono tra gli oggetti&nbsp;che erano&nbsp;conservati nell\u2019anticasala del re.&nbsp;Furono murate&nbsp;vecchie aperture&nbsp;e&nbsp;ne vennero create delle nuove, a seconda delle necessit\u00e0&nbsp;del momento. Tra le altre cose, fu costruito un grande portale nella parete occidentale per consentire l&#8217;ingresso&nbsp;aicannoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1840, la stanza centrale delle cantine fu allestita come chiesa&nbsp;destinata ai prigionieri del &#8220;Slaveriet&#8221;, il carcere&nbsp;istituito&nbsp;nel 1739 sul lato nord-ovest della H\u00e5konshallen.&nbsp;Vennero&nbsp;create&nbsp;due grandi finestre&nbsp;con affaccio su&nbsp;V\u00e5gen;&nbsp;di&nbsp;esse&nbsp;si possono ancora vedere tracce sul lato esterno del salone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tavoli e le sedie qui&nbsp;presenti&nbsp;sono&nbsp;oggetto di tutela&nbsp;e&nbsp;vengono&nbsp;utilizzati durante&nbsp;le&nbsp;&nbsp;manifestazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I tessuti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stoffa&nbsp;sul tavolo d\u2019onore&nbsp;a cui sedeva il re&nbsp;\u00e8 stata&nbsp;tessuta&nbsp;da Synn\u00f8ve Aurdal.&nbsp;In essa i motivi gotici riprendono&nbsp;l&#8217;architettura della sala.&nbsp;Nel&nbsp;tessuto&nbsp;sono raffigurati&nbsp;il cosmo, il cielo con divinit\u00e0&nbsp;e&nbsp;re, la pioggia e le stelle, il mare con&nbsp;le&nbsp;barche e&nbsp;le prue, e la vita vegetale con piante e cereali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;tela&nbsp;di Frisia&nbsp;e l\u2019arazzo, che coprono la parete est, sono&nbsp;stati&nbsp;tessuti da Sigrun Berg. La&nbsp;tela&nbsp;mostra&nbsp;un \u201cprimstav\u201d che \u00e8&nbsp;un calendario perpetuo&nbsp;di origine&nbsp;molto antica.&nbsp;\u00c8 composto da 72 simboli diversi. Si legge da sinistra a destra,&nbsp;inizia&nbsp;con il&nbsp;14 aprile, primo giorno d&#8217;estate, e prosegue per tutto l&#8217;anno. L\u2019arazzo sottostantepresenta una combinazione di motivi dal mondo vegetale&nbsp;e motivi&nbsp;geometrici puri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella galleria&nbsp;della musica, sulla parete di testa&nbsp;a sud, \u00e8 appeso un tappeto&nbsp;realizzato&nbsp;da Synn\u00f8ve Aurdal.&nbsp;Ildisegno \u00e8&nbsp;di suo marito, Ludvig Eikaas e&nbsp;mostra grandi figure,&nbsp;simili a barche,&nbsp;che si intersecano, creando&nbsp;movimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Benvenuti a H\u00e5konshallen. Ecco una piccola guida alla visita che \u00e8 piacevole da usare, in quanto non ci sono testi e mostre all&#8217;interno della sala.<\/p>","protected":false},"author":6,"featured_media":3428,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-12269","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/12269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/12269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bymuseet.no\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}